Nights dark beyond darkness and days more gray each one than what had gone before.
(Cormac McCarthy | The Road)
20071217
DARK
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20071216
LINGUAGGIO VS VITA
L'artista, anche quando rifiuta di definire tesi o interpretazioni, vive del desiderio di raccontare il mondo, si stupisce del suo inesauribile spettacolo e vuole riversarlo nell'opera. Ma i suoi strumenti lo limitano inesorabilmente perchè per poter comunicare deve allontanarsi dalla concretezza degli eventi ed utilizzare l'astrazione dei segni. Ma ogni segno, sia esso il tratto di un pennino o l'uso di una certa frase, è un allontanamento dal proprio stesso obiettivo, perchè riduce l'apertura del reale. Da una parte c'è il linguaggio, dall'altro la vita. Ogni tentativo di catturarla è una condanna al fallimento.
(Emilio Varrà su Joann Sfar | Il Gatto Del Rabbino)
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NON METODO
In più di un'occasione Sfar ha espresso con estrema consapevolezza le caratteristiche del proprio modo di procedere nella creazione, secondo un 'non metodo' che rifiuta categoricamente la lenta costruzione della narrazione, la definizione a priori di un disegno complessivo [...] Perchè quello che conta è il fluire organico della storia, che va semplicemente seguito, non irregimentato, fino a un finale che non si può prevedere prima del suo compiersi. Ecco che allora diventano più comprensibili lo stile frettoloso del disegno, spesso più vicino allo schizzo che all'opera compiuta, il furore di scrittura che porta l'autore a comporre in modo quasi compulsivo, anche più serie contemporaneamente, il metodo del suo lavoro che, proprio come nella vita, non prevede la possibilità di correzioni attraverso ritorni all'indietro e rifacimenti, ma solo tentativi di fare meglio in futuro.
(Massimiliano De Giovanni su Joann Sfar | Il Gatto Del Rabbino)
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QUESTA CITTA'
-Guardi, La Senna.
-Poveracci. Non hanno neppure il mare.
-Gli Champs-Elysées! Non è forse un gran bello spettacolo?
-Ah, sì, sono grandi. Ma cosa vuoi, figlio mio, è così triste! Mm... Non potrebbero mettere, che ne so, delle palme? Qualcosa per rallegrare? Poveracci, meno male che sono occupati tutto il tempo, perchè in questa città se hai dieci minuti per sederti e guardare il cielo, piangi per quanto è grigio.
(Joann Sfar | Il Gatto Del Rabbino)
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ELOHENU
Quando si scrive il nome di Dio, bisogna essere certi che il foglio su cui è scritto non sarà mai buttato. Ogni foglio su cui figura il nome di Dio è come un essere vivente. Quando i libri di preghiera sono vecchi e inutilizzabili, vengono seppelliti al cimitero come se fossero dei vecchi saggi.
(Joann Sfar | Il Gatto Del Rabbino)
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TESI ED ANTITESI
Lui mi dice che Adamo ed Eva furono i primi uomini. Io gli chiedo se Adamo ed Eva sono un simbolo. Lui mi dice di no, che è la verità, che sono la madre e il padre di tutti noi. Io gli dico che è un'idea carina immaginare che tutta l'umanità sia una grande famiglia, ma che comunque rimane un simbolo. Lui mi dice che per gli ebrei i simboi, le allegorie non esistono. Mi dice che l'insegnamento ebraico procede per analogie. Mi dice che mi rifiuto di comprendere perchè ho la vista obnubilata dal Logos occidentale. Il pensiero occidentale è una macchina prensile, predatrice e, in ultima analisi, distruttrice [...] Mette dei nomi sulle cose, delle etichette, come per dire queste cose fanno parte del mio sistema, le ho capite. Ma il tempo di nominare una cosa e lei è già cambiata, e il nome che le è stato dato ha già smesso di definirla con esattezza, e ci si ritrova in bocca delle parole vuote. L'occidentale vuole risolvere il mondo. Fare l'uno con il multiplo. E'un'illusione, mi dice il rabbino.
-Sì, ma in fin dei conti, maestro, non è che anche il giudaismo cerchi di fare l'uno col multiplo?
-Sì, ma non allo stesso modo. Il Logos consiste di tesi, antitesi e sintesi. Mentre il giudaismo è fatto di tesi, antitesi, antitesi, antitesi...
(Joann Sfar | Il Gatto del Rabbino)
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20071212
IL CERCHIO DI GESSO
Vatanen si teneva stretta la sua lepre. Gli sembrava di trovarsi nella situazione della vecchia storia del cerchio di gesso: due donne cercano di strapparsi il bambino, quella che tirerà con maggiore brutalità vincerà, ma il bambino sarà lasciato a quella che ha ceduto.
(Arto Paasilinna | L'Anno della Lepre)
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SI STA COME D'INVERNO
I soldati, stanchi morti, stavano facendo il tè, ne offrirono a Vatanen, nessuno gli chiese nulla. [...] Poco prima dell'alba suonò l'allarme, ma nessuno si mosse dalla tenda. Qualcuno tirò fuori un mazzo di carte, Vatanen si svegliò e disse che lui metteva la posta, chi voleva giocare?
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)
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20071211
IL RUSCELLO DEL CACCHIO
Il pesante apparecchio militare decollò, puntò sulla capanna del Ruscello-del-Cacchio. Una vera battaglia d'inverno era in corso in quella zona deserta, ma gli addetti militari delle ambasciate straniere non prestarono molta attenzione allo svolgimento delle manovre. Passarono direttamente dall'elicottero alla capanna; l'esercito finlandese restò fuori, ad abbaiare alla luna.
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)
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LEAVE ME SOMEWHERE
Leave the old town drunk on his wooden stool
Leave the autumn leaves in their swimming pool
Leave the poor black child in his crumbling school today
Leave novelist in his daydream tomb
Leave the scientist in her rubic's cube
Let true genius in the padded room remain
(Bright Eyes | I Must Belong Somewhere - Cassadaga)
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20071210
PIU' NULLA
Fiocchi di neve bagnata cominciavano a cadere, non si udiva più nulla.
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)
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ONE WAY CONVERSATION
Vatanen conversava ad alta voce con la lepre, che lo ascoltava religiosamente, senza capire nulla; attizzava il fuoco davanti al suo rifugio, osservava l'arrivo dell'inverno e dormiva sonni leggeri, sempre all'erta, come gli animali della foresta.
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)
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LA PRIMA NEVE
E così lasciarono Rovaniemi. Il mese di agosto era quasi alla fine, quella mattina era caduta la prima neve, ma si era subito sciolta.
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)
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14:58
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UNA VITA COSI'
Una vita così la potrebbe condurre chiunque, a condizione di saper prima rinunciare alla vita precedente.
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)
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20071208
TRE ODORI
Tre odori aleggiavano nell'aria: il profumo della terra smossa, la puzza della nafta bruciata e l'aroma evanescente della zuppa di pesce.
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)
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PROBABILMENTE
Hannikainen prestò a Vatainen la tuta da pesca del commissario, stivali di gomma e un pullover. Le scarpe da città e la giacca furono appese a un chiodo sul muro del capanno. Probabilmente sono ancora lì.
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)
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IL CESTINO
I poliziotti salirono davanti, con la lepre, Vatanen dietro, solo. All'inizio del viaggio nessuno parlò, ma, poco prima di arrivare al villaggio, il poliziotto che teneva il cestino della lepre domandò:
-Si può guardare?
-Sì, ma non la prenda per le orecchie.
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)
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CERTIFICATO
L'uomo scrisse poche righe a macchina su un foglio, timbrò e firmò in calce. Il testo diceva:
"Certificato.
Si certifica che l'intestatario del presente documento è ufficialmente autorizzato a tenere presso di sè e ad allevare una lepre selvatica, considerato che l'intestatario ha raccolto il suddetto animale selvatico poichè aveva la zampa rotta e rischiava pertanto di morire.
Mikkeli, U. Karkkainen
Ufficio Amministrazione Caccia, Savo meridionale".
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)
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13:06
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ANIMALI PERICOLOSI
Vatanen prese una camera in un albergo, si rinfrescò e scese a mangiare. Era mezzogiorno, il ristorante era deserto. Vatanen sistemò la lepre su una sedia accanto a sè. Il caposala rimase a guardarlo con il menù in mano:
-Veramente non sarebbe permesso tenere con sè gli animali.
-Non è pericolosa.
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)
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VERSO OVEST
S'incamminò a passi decisi verso ovest, nella stessa direzione che aveva preso la sera precedente partendo dalla strada nazionale. La foresta stormiva dolcemente, Vatanen canticchiava un vecchio motivo, "I due buontemponi". Dalla tasca della giacca spuntavano due orecchie di lepre.
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)
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20071207
THE DYING BUSINESS
We ate a huge lunch on the patio by the swimming pool; we went in and out of the pool between courses, and when we finished the lunch, we kept drinking beer and cooling off in the pool. We had the place pratically to ourselves; the waiters and the bartender kept looking at us - they must have thought we were crazy, or from another planet.
'WHERE ARE ALL THE PEOPLE?' Owen asked the bartender.
'We don't do a lot of business this time of year,' the bartender sayd. 'What business are you in?' he asked Owen.
'I'M IN THE DYING BUSINESS,' sayd Owen Meany. Then we sat in the pool, laughing about how the dying business was not a seasonal thing.
(John Irving | A Prayer For Owen Meany)
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GIANT SPIDER WEBS
Screen doors whapped throughout the night, cats fought and fucked without cease, a cacophony of dogs malingered in the vicinity of each outdoor barbecue-in-progress, and an occasional flash of heat-lightning lit up the night, casting into silhouette the tangled maze of television antennas that towered over the low-level houses - as if a vast network of giant spider webs threatened the smaller, human community below.
(John Irving | A Prayer For Owen Meany)
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20071206
FAMILY PORTRAIT
The first thing that I thought was wrong with this family was that they didn't appear to belong together, or even to be related to each other. About a half dozen of them were standing in the desert wind beside a silver-gray hearse; and although they were grouped fairly close together, they did not resemble a family portrait so much as they appeared to be the hastily assembled employers of a small, disorderly company.
(John Irving | A Prayer For Owen Meany)
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07:59
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20071205
DOORSTEP
If I was thinking anything - if I was thinking at all - I was considering that my life had become a kind of doorstep-sitting, watching parades pass by.
(John Irving | A Prayer For Owen Meany)
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OUTDOORS
I was leaving the cemetery when she came up to me. She might have been a farmer's wife, or a woman who worked outdoors; she was my age, but she looked so much older - I didn't recognize her.
(John Irving | A Prayer For Owen Meany)
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