20071228

BRUCE LEE

-Face it, you hate every single boy on the face of the earth!
-That's not true, I just hate all this obnoxious, extroverted, pseudo-bohemian art-school losers!
-Name one guy who lives up to your standards... Yuo haven't said anything nice about a boy since you got over your Bruce Lee obesession!
(Daniel Clowes | Ghost World)

BIRDS

The world shrinking down about a raw core of parsible entities. The names of things slowly following those things into oblivion. Colors. The name of birds. Finally the names of things one belived to be true.
(Cormac McCarthy | The Road)

FORMLESS

A formless music for the age to come. Or perhaps the last music on earth called up from out the ashes of its ruin.
(Cormac McCarthy | The Road)

20071227

UNSEEN

The unseen sun cast no shadow.
(Cormac McCarthy | The Road)

AINT

Are you a doctor?
I'm not anything.
[...]
Let's go.
I aint going nowheres.
(Cormac McCarthy | The Road)

LATER

No list of things to be done. The day providential to itself. The hour. There is no later. This is later.
(Cormac McCarthy | The Road)

20071224

ROSE

The small wad of burning paper drew down to a wisp of flame and then died out leaving a faint pattern for just a moment in the incandescence like the shape of a flower, a molten rose. Then all was dark again.
(Cormac McCarthy | The Road)

DRUM

The thin drum of rain on the metal roof and the slow darkness falling over everything.
(Cormac McCarthy | The Road)

20071220

NEVER

Query: How does the never to be differ from what never was?
(Cormac McCarthy | The Road)

EVER

Look around you. Ever is a long time. But the boy knew what he knew. That ever is no time at all.
(Cormac McCarthy | The Road)

FRESCOES

Waking in the cold dawn it all turned to ash instantly. Like certain ancient frescoes entombed for centuries suddenly exposed to the day.
(Cormac McCarthy | The Road)

FRAME

She held his hand in her lap and he could feel the tops of her stockings through the thin stuff of her summer dress. Freeze this frame. Now call down your dark and your cold and be damned.
(Cormac McCarthy | The Road)

FADING

He thought if he lived long enough the world at least would all be lost. Like the dying world the newly blind inhabit, all of it slowly fading from memory.
(Cormac McCarthy | The Road)

PERFECT

By then it was already evening. Just the slow periodic rack and shuffle of the oarlocks. The lake dark glass and windowlights coming on along the shore. A radio somewhere. This was the perfect day of his childhood. This the day to shape the days upon.
(Cormac McCarthy | The Road)

ENTIRE

Are you okay? he said. The boy nodded. Then they set out along the blacktop in the gun-metal light, shuffling through the ash, each the other's world entire.
(Cormac McCarthy | The Road)

CALENDAR

He thought the month was October but he wasnt sure. He hadnt kept a calendar for years. They were moving south. There'd be no surviving another winter here.
(Cormac McCarthy | The Road)

20071217

DARK

Nights dark beyond darkness and days more gray each one than what had gone before.
(Cormac McCarthy | The Road)

20071216

LINGUAGGIO VS VITA

L'artista, anche quando rifiuta di definire tesi o interpretazioni, vive del desiderio di raccontare il mondo, si stupisce del suo inesauribile spettacolo e vuole riversarlo nell'opera. Ma i suoi strumenti lo limitano inesorabilmente perchè per poter comunicare deve allontanarsi dalla concretezza degli eventi ed utilizzare l'astrazione dei segni. Ma ogni segno, sia esso il tratto di un pennino o l'uso di una certa frase, è un allontanamento dal proprio stesso obiettivo, perchè riduce l'apertura del reale. Da una parte c'è il linguaggio, dall'altro la vita. Ogni tentativo di catturarla è una condanna al fallimento.
(Emilio Varrà su Joann Sfar | Il Gatto Del Rabbino)

NON METODO

In più di un'occasione Sfar ha espresso con estrema consapevolezza le caratteristiche del proprio modo di procedere nella creazione, secondo un 'non metodo' che rifiuta categoricamente la lenta costruzione della narrazione, la definizione a priori di un disegno complessivo [...] Perchè quello che conta è il fluire organico della storia, che va semplicemente seguito, non irregimentato, fino a un finale che non si può prevedere prima del suo compiersi. Ecco che allora diventano più comprensibili lo stile frettoloso del disegno, spesso più vicino allo schizzo che all'opera compiuta, il furore di scrittura che porta l'autore a comporre in modo quasi compulsivo, anche più serie contemporaneamente, il metodo del suo lavoro che, proprio come nella vita, non prevede la possibilità di correzioni attraverso ritorni all'indietro e rifacimenti, ma solo tentativi di fare meglio in futuro.
(Massimiliano De Giovanni su Joann Sfar | Il Gatto Del Rabbino)

QUESTA CITTA'

-Guardi, La Senna.
-Poveracci. Non hanno neppure il mare.
-Gli Champs-Elysées! Non è forse un gran bello spettacolo?
-Ah, sì, sono grandi. Ma cosa vuoi, figlio mio, è così triste! Mm... Non potrebbero mettere, che ne so, delle palme? Qualcosa per rallegrare? Poveracci, meno male che sono occupati tutto il tempo, perchè in questa città se hai dieci minuti per sederti e guardare il cielo, piangi per quanto è grigio.
(Joann Sfar | Il Gatto Del Rabbino)

ELOHENU

Quando si scrive il nome di Dio, bisogna essere certi che il foglio su cui è scritto non sarà mai buttato. Ogni foglio su cui figura il nome di Dio è come un essere vivente. Quando i libri di preghiera sono vecchi e inutilizzabili, vengono seppelliti al cimitero come se fossero dei vecchi saggi.
(Joann Sfar | Il Gatto Del Rabbino)

TESI ED ANTITESI

Lui mi dice che Adamo ed Eva furono i primi uomini. Io gli chiedo se Adamo ed Eva sono un simbolo. Lui mi dice di no, che è la verità, che sono la madre e il padre di tutti noi. Io gli dico che è un'idea carina immaginare che tutta l'umanità sia una grande famiglia, ma che comunque rimane un simbolo. Lui mi dice che per gli ebrei i simboi, le allegorie non esistono. Mi dice che l'insegnamento ebraico procede per analogie. Mi dice che mi rifiuto di comprendere perchè ho la vista obnubilata dal Logos occidentale. Il pensiero occidentale è una macchina prensile, predatrice e, in ultima analisi, distruttrice [...] Mette dei nomi sulle cose, delle etichette, come per dire queste cose fanno parte del mio sistema, le ho capite. Ma il tempo di nominare una cosa e lei è già cambiata, e il nome che le è stato dato ha già smesso di definirla con esattezza, e ci si ritrova in bocca delle parole vuote. L'occidentale vuole risolvere il mondo. Fare l'uno con il multiplo. E'un'illusione, mi dice il rabbino.
-Sì, ma in fin dei conti, maestro, non è che anche il giudaismo cerchi di fare l'uno col multiplo?
-Sì, ma non allo stesso modo. Il Logos consiste di tesi, antitesi e sintesi. Mentre il giudaismo è fatto di tesi, antitesi, antitesi, antitesi...
(Joann Sfar | Il Gatto del Rabbino)

20071212

IL CERCHIO DI GESSO

Vatanen si teneva stretta la sua lepre. Gli sembrava di trovarsi nella situazione della vecchia storia del cerchio di gesso: due donne cercano di strapparsi il bambino, quella che tirerà con maggiore brutalità vincerà, ma il bambino sarà lasciato a quella che ha ceduto.
(Arto Paasilinna | L'Anno della Lepre)

SI STA COME D'INVERNO

I soldati, stanchi morti, stavano facendo il tè, ne offrirono a Vatanen, nessuno gli chiese nulla. [...] Poco prima dell'alba suonò l'allarme, ma nessuno si mosse dalla tenda. Qualcuno tirò fuori un mazzo di carte, Vatanen si svegliò e disse che lui metteva la posta, chi voleva giocare?
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)

20071211

IL RUSCELLO DEL CACCHIO

Il pesante apparecchio militare decollò, puntò sulla capanna del Ruscello-del-Cacchio. Una vera battaglia d'inverno era in corso in quella zona deserta, ma gli addetti militari delle ambasciate straniere non prestarono molta attenzione allo svolgimento delle manovre. Passarono direttamente dall'elicottero alla capanna; l'esercito finlandese restò fuori, ad abbaiare alla luna.
(Arto Paasilinna | L'Anno Della Lepre)